Mercoledì 26 ottobre 2016, alle ore 18,30
presentazione del libro
“Di questo amore non si deve sapere” di Ritanna Armeni
Sarà presente l’autrice
3.10.2016 “Violenza Sessuale sul Web. Uso dei Social tra adolescenti e giovani”
Lunedì 3 ottobre 2016, alle ore 18 – Sala Eleonora d’Arborea, via Falzarego 35, Cagliari.
incontro sul tema
“Violenza Sessuale sul Web. Uso dei Social tra adolescenti e giovani”.
Comunicazioni di
Elena Pavan, ricercatrice presso l’Istituto di Scienze Umane e Sociali della Scuola Normale Superiore di Pisa
“Il ruolo degli intermediari di internet nella violenza di genere online”
Ester Cois, ricercatrice in Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi presso il Dipartimento di Scienze Sociali e delle Istituzioni dell’Università di Cagliari
“Nella Rete. La declinazione della violenza di genere attraverso i social network”
Giovanna Coi, studentessa del Corso di laurea Magistrale in International Affairs all’Università di Bologna
““E fattela una risata!” Storie di violenza di genere online”
Angela Quaquero, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Sardegna
“Uso del web, gli aspetti psicologici della violenza”
Coordina
Anna Oppo, sociologa, Centro di documentazione e studi delle donne
Ester Cois ha conseguito un PhD in Ricerca sociale comparata presso l’Università di Torino e dal 2006 è ricercatrice in Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi presso il Dipartimento di Scienze Sociali e delle Istituzioni dell’Università di Cagliari, dove insegna Politiche per le Pari Opportunità. Tra i suoi interessi di ricerca, l’impatto delle dinamiche di sesso, genere e orientamento sessuale nei processi di definizione dei comportamenti e delle rappresentazioni sociali, l’evoluzione delle costellazioni familiari in prospettiva comparata tra i regimi di Welfare e i fenomeni di disuguaglianza nell’accessibilità e fruizione degli spazi pubblici e privati in ambito urbano.
Elena Pavan, PhD, è Ricercatrice presso l’Istituto di Scienze Umane e Sociali della Scuola Normale Superiore, dove studia il nesso tra nuove tecnologie e dinamiche di azione collettiva. All’interno delle sua attività di ricerca, Elena dedica particolare attenzione al fenomeno della violenza di genere online e alle tante iniziative che, soprattutto a livello trasnazionale, sono nate in risposta ad esso.
Giovanna Coi ha conseguito la laurea in Scienze politiche presso l’Ateneo di Cagliari e attualmente frequenta il Corso di laurea Magistrale in International Affairs all’Università di Bologna. Femminista, appassionata di questioni di genere; grazie all’associazione culturale Polo 2.0-SEGP, attiva a Cagliari, ha promosso attività di sensibilizzazione e informazione sulla violenze di genere.
13.7.2016 – “Alfabeto etiope” di Marcella Catignani
Mercoledì 13 luglio ore 18:30 – sala Eleonora d’Arborea, via Falzarego 35 Cagliari
Incontro con Marcella Catignani e il suo libro “Alfabeto etiope”
in conversazione con
Pia Brancadori, Circola nel cinema Alice Guy
Elisabetta Spanu, insegnante di filosofia
L’incontro sarà aperto con la visione di un breve documentario ispirato al libro, realizzato dal fotografo Mario Di Bari
8.6.2016 – “Femminismi e lotte intersezionali” dibattito in Queeresima
8 Giugno, ore 18.30 – Assemini, Aula Consiliare, Palazzo Comunale, Piazza Repubblica
Dibattito pubblico dedicato al tema del femminismo intersezionale e dell’intersezionalità delle lotte, alla luce delle nuove battaglie per i diritti civili, grazie all’esperienza di relatrici ed esponenti locali della cultura femminista.

10.6.2016 – Video/doc “Lina Mangiacapre Artista del Femminismo”
Venerdì 10 giugno 2016, nella sala Eleonora d’Arborea, in V. Falsarego 35/37, il Centro di Doc. e Studi delle donne di Cagliari e la Circola nel Cinema Alice Guy, invitano alla presentazione del Video-Documentario Lina Mangiacapre Artista del Femminismo di Nadia Pizzuti (45’, 2015). Sarà presente la regista Nadia Pizzuti e Teresa Mangiacapre, pittrice, tra le fondatrici del collettivo napoletano degli anni ‘70 Le nemesiache.
Il video documentario è un omaggio all’artista femminista napoletana Nina Mangiacapre ed alla sua opera e rievoca nel contempo una stagione straordinaria del femminismo napoletano e italiano. Il documentario è il frutto di un lungo lavoro di raccolta e di selezione di materiali d’ archivio che si accompagnano a disegni ed animazioni originali e immagini girate nell’abitazione dell’artista a Posillipo ed in altre zone di Napoli.
Il film, da un soggetto di Tristana Dini e Nadia Pizzuti, con la sceneggiatura e la regia di Nadia Pizzuti, fotografia di Sirka Capone e disegni di animazione di Giulia D’Anna Lupo, è stato realizzato grazie a un crowdfunding partecipato e si avvale quasi interamente di professionalità femminili.
Vi hanno artisticamente contribuito alcune protagoniste della scena musicale e teatrale napoletana, tra cui Cristina Donadio, Enza Di Blasio e Stefania Tarantino.
Note biografico/artistiche
Lina Mangiacapre (1946-2002) fondatrice del gruppo femminista Le Nemesiache di Napoli, ha lasciato una vasta produzione come pittrice, romanziera, poeta, regista di cinema e di teatro, indicando percorsi originali per la liberazione delle donne. Per lei l’arte e la creatività erano forme di lotta politica, così come erano politiche le azioni performative che conduceva con il suo collettivo, le Nemesiache.
A lei si devono tra l’altro l’ideazione della Rassegna del Cinema femminista di Sorrento ‘L’altro sguardo’, primo festival del genere in Europa, ed in seguito l’istituzione del Premio cinematografico al Festival del Cinema di Venezia Elvira Notari (ora Premio Lina Mangiacapre).
I suoi grandi occhiali a farfalla e i suoi fantasiosi abiti androgini sono rimasti impressi nella memoria di chi l’ha conosciuta.
Nadia Pizzuti. Giornalista, cineasta e scrittrice, è nata a Roma nel 1957. Laureata a Bologna in Scienze politiche, ha studiato cinema a Parigi. Negli anni Novanta ha diretto la sede dell’agenzia ANSA a Teheran, prima donna corrispondente della stampa internazionale accreditata nell’Iran post-rivoluzionario. Da tale esperienza ha tratto ispirazione per un saggio, Mille e un giorno con gli ayatollah (Datanews 2002), e un romanzo-verità, Il giardino di Shahrzad (Il Dito e la Luna, 2006), pubblicato anche in Francia e Spagna.
Alla fine degli anni Novanta ha scritto e realizzato alcuni cortometraggi con il gruppo femminista romano ‘Una volta per tutte’, tra cui Carte false, presentato al Festival internazionale del film femminista di Parigi, e Vicine di casa, dedicato alle donne della ex Jugoslavia. Nel 2012 ha realizzato il documentario Amica nostra Angela, dedicato alla filosofa femminista napoletana Angela Putino. Il suo ultimo documentario, Lina Mangiacapre Artista del femminismo, dedicato a un’altra figura di spicco del femminismo napoletano, è stato presentato nel marzo 2016 al Festival Films de Femmes di Créteil (Parigi) e al festival Sguardi Altrove di Milano.
30.5.2016 – Incontro con le candidate alle elezioni del Comune di Cagliari
Lunedì 30 maggio 2016 – ore 17,30
Il Centro di Documentazione e Studi delle donne organizza un incontro con le donne di tutti gli schieramenti politici, candidate alle elezioni del Comune di Cagliari, con l’intento di favorire un dialogo fra differenti punti di vista intorno ad alcune questioni ritenute prioritarie per la gestione della Città.
Sala Eleonora d’Arborea
via Falzarego 35 – Cagliari
“L’amore della verità è sempre accompagnato da umiltà” di Nora Racugno
L’amore della verità è sempre accompagnato da umiltà (Simone Weil)
di Nora Racugno (dal dibattito “Fine vita” – Cagliari, 13.5.2016)
Vi ringrazio moltissimo per avermi invitata, prima di tutto perché ogni occasione di incontro con voi mi ha lasciato la bella sensazione che qui ci si ascolta, e poi perché il tema di questa tavola rotonda mi riguarda profondamente.
Ho apprezzato la locandina di questa serata ( Fine vita. Un dibattito), perché manca l’articolo! Certe persone usano il maschile (il fine vita), altre il femminile (la fine vita): è ovvio che siano due cose molto diverse!
Io mi propongo di sostenere che, invece, i due articoli debbano sempre accompagnarsi a vicenda, affinché il problema venga considerato in tutta la sua complessità e delicatezza.
Lo sosterrò ponendovi tre questioni per me fondamentali.
Prima questione
La filosofia occidentale, dalle origini a oggi, riflette sulla morte, sul dolore e i suoi insegnamenti. Per fare un esempio, penso a due grandi autori: Agostino, che dichiara di riconoscere l’autorità di “maestro” soltanto al dolore; Hegel, per il quale il “negativo” muove la realtà, la storia, la vita individuale, e che perciò va guardato, compreso, affrontato con coraggio, affinché esso sveli la sua “magica forza”.
La dignità umana è data dalla possibilità di scegliere e, prima ancora, di forgiare e modificare le condizioni che favoriscano la propria scelta. La libertà è sempre il criterio di riferimento anche quando la scelta appare impossibile, quando sembra che le condizioni non si lascino cambiare. In questo caso parliamo di libertà nella necessità: bisogna fare posto alla realtà, accettare l’ordine delle cose, farsene una ragione, ma lavorare su di sé…
Si ha l’impressione di una forza malvagia nelle cose quando queste sono per noi un ostacolo invincibile. …: la leva è un mezzo per dividere un peso senza dividere l’oggetto. La pietra perde allora ogni malvagità; non c’è peso che possa opporsi a qualsivoglia forza; basta sempre stabilire un rapporto tra la nostra forza di 50 Kg, ad esempio, e un peso di 300 Kg. “Datemi un punto d’appoggio, e solleverò il mondo”.
Questa idea sopprime ogni forza malvagia nel mondo. Tra la nostra forza e ogni forza antagonista c’è sempre un rapporto tale da consentirci di agire, di lasciare il nostro marchio nel mondo, qualunque sia la sproporzione.(1)
Nel tempo molte persone, uomini e donne, hanno lasciato il loro marchio nel mondo scegliendo la morte a una vita senza senso, qualora la vita fosse in contrasto con i propri valori e la propria coscienza. Penso a Socrate (avvelenato nel 399 a. C.), a Giordano Bruno (arso vivo nel 1600), a Etty Hillesum (uccisa a Auschwitz nel 1943). Il loro gesto appare nobile e perfino lecito! E’ nobile e lecito perché si è davanti a un aut-aut stabilito da un sedicente giudice esterno? O lo è soltanto quando la morte viene inflitta nella forma dell’uccisione?
Costruisco la mia libertà per dare un senso alla mia vita: perché tutto questo non è valido per dare un senso alla mia morte?
Seconda questione
La fine è importante affinché il fine sia salvo!
L’esperienza ci insegna che anche nella storia di una relazione la fine è il momento più delicato: lì è in gioco il valore dell’intera storia. E, più in generale, la conclusione di un processo dà senso al suo inizio, svela il suo significato e la sua eventuale fondatezza.
E’ necessario che la morte di una persona rispetti la sua vita, che la fine non condensi e trascini il tempo vissuto in una dimensione solo quantitativa: penso alla pretesa di dilatare il termine della propria vita, prolungandola verso un futuro senza qualità.
Molte filosofie invitano a cercare la qualità del vivere calandosi nel presente, nel hic et nunc, e a considerare il presente come vera e unica realtà: investire le proprie migliori energie nel qui e ora, nell’attimo e nella situazione presente affinché la vita sia bella, affinché il proprio passaggio nel mondo lasci un segno positivo di qualità.
Vivere per la morte (Heidegger): vivere questo attimo come se fosse l’ultimo, come se dopo questo attimo non ci sia più niente.
L’essenza di chi si è può cominciare solo quando la vita se ne va. (2)
Sarebbe giusto lasciare la propria storia al mondo, il quale possa interpretarla senza il condizionamento e il peso di una fine non voluta.
Terza questione
Dall’epoca moderna si discute intorno alla natura del corpo umano, definito da alcuni autori una macchina: una somma di parti collegate dal nesso causale, dall’ordine del prima e del poi, perciò scomponibile, conoscibile in tutti i suoi aspetti e controllabile rispettandone la concatenazione.
Altre filosofie sostengono che il corpo è un organismo, un sistema complesso di parti, un insieme di relazioni e funzioni tenuto da … che cosa?
Anticamente si parlava di “anemos”: il vento, il soffio vitale che “anima” la materia e che si dissolve con la morte del corpo; in tutti i tempi è stata posta invece l’esistenza di una sostanza immateriale, eterna e perciò immortale (l’anima, oggetto di fede), che sopravvive al corpo e gli assegna valore.
Per me, le parti che compongono il corpo umano sono tenute insieme dal mistero, da qualcosa che io non sono in grado di definire ma che chiamo “trascendenza”.
Trattare un organismo come se fosse una macchina è uccidere il suo mistero, perciò la trascendenza che lì si nasconde.
Riprendo il titolo del mio intervento: l’umiltà è la coscienza del proprio limite.
E’ necessario stabilire un limite che sia un criterio di azione, e io lo trovo nel rispetto, in una presa di distanza che impedisca di impadronirsi di quel corpo.
L’Amore e la Vita, con l’iniziale maiuscola, fanno parte di un repertorio di parole assassine in nome delle quali, per Simone Weil, si fanno le guerre. In verità sono parole vuote, astrazioni da interrogare sempre, ogni volta che si rischia di superare il limite, di offendere (in nome della Vita) questa singola vita, l’unica reale.
Vi è soltanto un problema filosofico veramente serio, quello della morte volontaria. Giudicare se la vita valga o non valga la pena di essere vissuta, è rispondere al quesito fondamentale della filosofia. (3)
Io … posso rispondere solo per me.
Nora Racugno
Note
1) S. Weil, Lezioni di filosofia, Milano, Adelphi, 1999, p. 69
2) Hannah Arendt, Vita activa, Milano, Bompiani, 1994, p. 141
3) Albert Camus, Il mito di Sisifo, Milano, Bompiani, 1980, p. 7
(Ho liberamente sostituito la parola “suicidio” con “morte volontaria”)
18.5.2016 – Dibattito sul tema “Maternità surrogata”
Mercoledì 18 maggio 2016 alle ore 18.00, nella Sala Eleonora d’Arborea in via Falzarego 35 a Cagliari, il Centro di Documentazione e Studi delle donne organizza un Incontro Dibattito sul tema:
MATERNITA’ SURROGATA
a partire dal libro di Luisa Muraro:
“L’anima del corpo – Contro l’utero in affitto”
Avviano il dibattito
Gabriella Da Re – Antropologa
Maria Giovanna Piano – Responsabile studi e ricerche IFOLD
Coordina
Annalisa Diaz – Centro di Documentazione e Studi delle donne
Maternità surrogata: tema che interroga la politica, il diritto e l’etica, ma soprattutto le donne nel loro rapporto con l’esperienza del corpo, con il desiderio di maternità, con l’uso delle tecnologie riproduttive, con le relazioni umane che ne derivano, in un percorso complesso che implica la necessità di un confronto fra riflessioni e valutazioni differenti.
20.5.2016 – 1946: le donne al voto. Un appuntamento con la storia
Al settantesimo anniversario del voto alle donne sarà dedicata l’iniziativa organizzata dal comitato provinciale dell’ANPI, insieme alla Associazione A. Gramsci di Cagliari, al circolo cagliaritano di Libertà e Giustizia, alla associazione Toponomastica Femminile e alla associazione Nilde Jotti di Ussana.
L’incontro si svolgerà a Cagliari il prossimo 20 maggio, alle 16.30, presso il Ghetto in via Santa Croce.
Momento centrale dell’evento, che darà il via al dibattito, sarà l’intervista a Lidia Menapace, partigiana, politica e saggista italiana.
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