Venerdì 30 ottobre 2020  – presso il foyer del Teatro Massimo in Viale Trento a Cagliari

il Centro di Documentazione e Studi delle Donne di Cagliari in collaborazione con Cagliari Film Festival 2020 e con l’Associazione Tina Modotti

presentano il librocome_in_un_labirinto_di_specchi-1

Come in un labirinto di specchi” di Silvana Mazzocchi – Iacobelli editore, 2020

Interverranno

Silvana Mazzocchi, scrittrice e giornalista

Alessandra Piras, presidente dell’Associazione Tina Modotti

Carla Fonzo, Centro di Documentazione e Studi delle Donne

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Silvana Mazzocchi, scrittrice e giornalista, storica firma del giornalismo, è autrice di vari libri di successo tra i quali Nell’anno della Tigre: storia di Adriana Faranda (1994); Iddu, la cattura di Bernardo Provenzano (con Enrico Bellavia, 2006) e il romanzo L’amore crudele (con Patrizia Pistagnesi, 2008).

Sinossi

Le due protagoniste del romanzo, Emma e Luisa sono cresciute insieme nella Roma quieta dei quartieri borghesi. Quando esplode il ’68 le loro esistenze si separano: Luisa studia, va all’estero, lascia la famiglia d’origine con cui ha sempre avuto un rapporto conflittuale, mentre Emma s’immerge completamente nelle logiche della contestazione. Abbandona l’università e sceglie la politica, quella a rischio dei primi anni Settanta, quando la fine dei gruppi extraparlamentari lascia spazio a un processo che coinvolgerà migliaia di giovani in una nebulosa ambigua e pericolosa, una “zona grigia”, terreno di coltura del terrorismo ormai alle porte.
Nonostante tutto, però l’amicizia tra le due ragazze rimane a lungo solida, abitano insieme, litigano, si ritrovano… Fino alla separazione definitiva, quando le loro scelte, diverse, cambiano per sempre i loro destini. È Luisa, dopo quarant’anni, a raccontare quel comune passato. Tornata nella casa di campagna dei suoi genitori e, grazie a una lettera di Emma mai ricevuta, guarda con occhi inediti alla loro amicizia e alle illusioni perdute della giovinezza e i ricordi e le emozioni del presente si mischiano alla cronaca del passato narrata in terza persona. Lo sfondo è il magma sociale e politico di quegli anni, popolato da giovani resi ciechi da un’ideologia che porterà a un epilogo dannoso e tragico. Un’amicizia che si ricompone in un enigmatico gioco di specchi la cui soluzione è nella lettera di Emma.